Trascorsi alcuni giorni dall’accadimento in oggetto, trovo necessario esplicitare alcune osservazioni, condivise con i docenti della scuola.
Abbiamo tutti vissuto con amarezza l’accaduto: docenti, molti studenti ed io con loro. Innanzitutto una questione di numeri: più di 600 alunni su 830, si sono dissociati espressamente dall’occupazione, con laloro presenza alle attività didattiche in sede centrale. Questo è un primo dato oggettivo che fariflettere: l’azione è stata messa in atto da un’esigua minoranza di alunni.
Altra annotazione: la mattina del 13 dicembre tutto è partito da una richiesta di assemblea straordinaria (ne era stata concessa una regolare l’11 dicembre) che, con inganno, è stata trasformata in occupazione: chiedere, quasi in forma di ricatto, di far venire gli studenti della centrale a viadell’Olmata ha creato uno stato di estrema confusione; è stato concesso proprio a segno di massima disponibilità e su suggerimento degli agenti di Polizia, già presenti in loco, in quanto richiamati dall’assembramento creatosi in strada. Qualcuno dei presenti, in cortile, ha poi pensato, mostrando completa irresponsabilità, di far partire un fumogeno, con tutto l’allarme che l’atto ha generato.Pertanto si osserva una gestione incauta e pericolosa della mattinata del 13 dicembre.
Si ricorda che l’atto dell’occupazione è perseguito penalmente dall’art. 633 del codice penale. Motivo per cui è stato denunciato alle autorità competenti. Altrettanto grave, aver leso il diritto allo studio della maggioranza degli studenti in disaccordo con l’azione.
A seguito di questo report dei fatti, alcune considerazioni e riflessioni: le motivazioni addotte sono da considerare del tutto inconsistenti. Il presupposto era la richiesta di sensibilizzazione degli studenti alle tematiche politiche. La sottoscritta avrebbe concesso 2 giorni di autogestione per farlo, nonostante i 3 giorni di didattica flessibile della settimana precedente. Altra motivazione era quella di dare risaltoall’opposizione all’attuale governo, da parte degli studenti: ancora più inconsistente della prima, in quanto l’occupazione non ha raggiunto nessun canale di informazione. Si era proposto di pensare ed organizzare con gli studenti una forma diversa ed alternativa per esprimere questa protesta, che avrebbe potuto avere un impatto mediatico di sicuro richiamo ed interesse.
In conclusione, la decisione di occupare ha interrotto un rapporto di massima apertura e di disponibilità, instaurato in questi mesi, da parte della Dirigenza e dei docenti. Consapevoli che l’azione è stata messa in atto da pochi, dovremo comunque, nostro malgrado, procedere ad alcune azioni organizzative e disciplinari:
- gli alunni di cui abbiamo certezza di partecipazione saranno soggetti alle misure conseguentil’atto compiuto e di cui sono consapevoli, per essere stati informati ampiamente nel pomeriggio del 13 dicembre. Si invitano gli studenti che hanno partecipato senza essere stati indentificati, a comunicare al DS la propria presenza, come atto di lealtà verso i compagni che si sono esposti;
- le giornate di didattica flessibile previste a marzo non saranno svolte: sia per un discorso di fiducia interrotta (come chiarito nei tentativi di trattativa), sia per una questione di numero effettivo di giornate di didattica perse.Si conferma la disponibilità all’ascolto delle problematiche di ogni tipo e a riprendere, se meritato, il rapporto di apertura: non si può permettere però, alla luce del mandato formativo della scuola stessa, che un reato ed una mancanza di lealtà siano accettati in silenzio.
Il Dirigente Scolastico
Cristina Costarelli
